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I Viaggi di Cam WeCare

Siete pronti a esplorare il corpo umano come non l'avete mai visto?

Nel nostro studio acustico Cam WeCare a Melzo crediamo che la prevenzione e la cura dell'udito passino prima di tutto attraverso la conoscenza e la consapevolezza. Per questo abbiamo deciso di portarvi con noi in una spedizione straordinaria, un vero e proprio viaggio cinematografico all'interno dell'orecchio umano!

A guidarvi in questa incredibile avventura ci sarà Uditilia, la nostra esploratrice e audioprotesista virtuale. Con il suo camice bianco, lo zaino in spalla e una torcia sempre accesa, Uditilia vi accompagnerà passo dopo passo dietro le quinte del sistema uditivo, svelandone i segreti più nascosti e spiegando in modo semplice, chiaro e ironico come funzionano i nostri "ingranaggi" interni.

​Benvenuti a bordo!

Prima Tappa

Dal condotto uditivo al timpano

Benvenuti a bordo! Siete pronti per un viaggio incredibile? Oggi esploreremo insieme l’orecchio umano come non l’avete mai visto. Io sono Uditilia, la vostra guida di Cam WeCare, e ci troviamo proprio all’ingresso del condotto uditivo: un vero canyon biologico che protegge il cuore del nostro udito. Forza, seguitemi, la prossima tappa è il Timpano! Eccoci arrivati, siamo giunti a destinazione: il timpano! Sembra solo una sottile membrana, vero? In realtà, è il tamburo del nostro udito: quando le onde sonore arrivano, colpiscono questa superficie mettendola in vibrazione. Questa vibrazione viene poi trasmessa alla catena ossiculare — martello, incudine e staffa — che porterà il suono più in profondità. Ma attenzione: questa membrana è molto delicata. Se il timpano viene perforato o perde la sua naturale elasticità, la vibrazione non avviene più correttamente. Il risultato? Un danno uditivo di tipo trasmissivo, che rende i suoni più deboli e ovattati. È un meccanismo perfetto, ma fragile. Volete scoprire come i tre ossicini gestiscono questa energia sonora?

Lo vedremo nella prossima tappa del nostro viaggio!

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Seconda Tappa

La Catena Ossiculare

Benvenuti a bordo! Siete pronti per un viaggio incredibile? Oggi esploreremo insieme l’orecchio umano come non l’avete mai visto. Io sono Uditilia, la vostra guida di Cam WeCare. Nel nostro primo viaggio, siamo entrati nel condotto uditivo e siamo arrivati fin qui: il timpano. Ora entreremo all'interno della cassa timpanica, dove troveremo la catena ossiculare. Siete pronti? Bene, allora proseguiamo il nostro viaggio... Eccoci all'interno della cassa timpanica! Questa che vedete è la catena ossiculare, un sistema di ingranaggi composto dalle tre ossa più piccole del corpo umano: martello, incudine e staffa. Il suo compito principale è trasmettere e amplificare le onde sonore dal timpano all'orecchio interno. Purtroppo, a volte questo meccanismo si blocca a causa dell'otosclerosi, una patologia che immobilizza la staffa creando una perdita uditiva di tipo trasmissivo. Come si cura? Con la stapedectomia: un intervento di microchirurgia che sostituisce la staffa bloccata con una protesi, ripristinando il passaggio del suono! Ma all'interno della cassa timpanica c'è anche un condotto misterioso che mette in comunicazione l'orecchio con il rinofaringe, il naso. È la Tuba di Eustachio. Di questo incredibile tunnel, però, ne parleremo nel prossimo video! Mi raccomando, per comprendere meglio il nostro viaggio, andate a rivedere le tappe precedenti. Vi aspetto con lo zaino sulle spalle!

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Terza Tappa

La Tuba di Eustachio

Benvenuti a bordo!

Siete pronti per un viaggio incredibile? Oggi esploreremo insieme l’orecchio umano come non l’avete mai visto. Io sono Uditilia, la vostra guida di Cam WeCare. Nel nostro viaggio siamo partiti dal condotto uditivo fino ad arrivare al timpano; dopodiché siamo entrati nella cassa timpanica, dove ora ci troviamo. A chi avesse perso le prime due tappe suggerisco di andarle a rivedere, per comprendere meglio il nostro viaggio! Bene, oggi andiamo a esplorare un condotto misterioso e affascinante: la tuba di Eustachio. Come accennato nel precedente video, questo è il canale che collega l'orecchio medio, dove ora ci troviamo, direttamente al rinofaringe, ovvero la parte posteriore della gola e del naso. Il suo compito principale è quello di bilanciare la pressione esterna da quella interna, oltre a quella di drenare il muco. Come accennato all'inizio, la tuba si occupa di equilibrare la pressione. Chissà quante volte vi è capitato, in montagna o prendendo l'aereo, che le orecchie si chiudano; questo accade appunto a causa della diversa pressione. È proprio qui che la tuba ci viene in soccorso, ma dato che è quasi sempre chiusa, bisogna aiutarla ad aprirsi. In che modo? Provate semplicemente a sbadigliare, bere un bicchiere d'acqua o masticare una caramella. O, per ultimo, tramite la manovra di Valsalva. È molto semplice: è sufficiente premere il naso con le dita, tenere la bocca chiusa e soffiare dal naso, con molta delicatezza e senza esagerare, per non creare problemi al timpano. Ovviamente, se la sensazione di ovattamento è legata ad altro, ad esempio un'influenza, un'infinità di infiammazioni o altre problematiche che esulano dalla pressione esterna, il consiglio è sempre quello di rivolgersi al proprio medico o a uno specialista.

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Partenza Quarta Tappa

Cotton Fioc

Benvenuti a bordo!

Siete pronti per un viaggio incredibile? Io sono Uditilia, la vostra guida di Cam WeCare, e come potete vedere sono già in assetto da sub, pronta per tuffarmi nell'orecchio interno. Ma prima di partire, dato che siamo ancora qui nella cassa timpanica e vedo il timpano proprio lì dietro, ho deciso di fare una piccola sosta. C'è un argomento cruciale di cui dobbiamo parlare: l'uso dei cotton fioc! Partiamo da una regola d'oro: l'uso improprio dei cotton fioc può seriamente danneggiare la salute delle vostre orecchie. Quindi, ascoltate bene la prima regola: il cotton fioc non va mai inserito all'interno del condotto uditivo! Va usato solo per la pulizia del padiglione auricolare esterno. Inserirlo all'interno è inutile e dannoso. Non estrae il cerume, anzi lo spinge e lo accumula in fondo. Inoltre, lo sfregamento irrita o lesiona le pareti del condotto e, in casi estremi, può addirittura lesionare la membrana timpanica, con conseguente perdita uditiva. So che molti di voi pensano che il cerume sia sporcizia. Niente di più sbagliato! Il cerume, nelle giuste quantità, è una risorsa preziosissima per l'orecchio. È un unguento naturale che mantiene la pelle umida e morbida. Soprattutto, protegge da infezioni e, grazie al suo pH acido, tiene lontani anche gli insetti! Normalmente, il cerume fuoriesce da solo grazie anche ai movimenti della mandibola, ad esempio mentre mastichiamo. I cotton fioc contrastano questa naturale eliminazione. Quindi, non fatevi illudere dal cotone sporco: state solo accumulando cerume in profondità. Se siete soggetti a sovrapproduzione o accumuli frequenti per la forma del vostro condotto, esistono prodotti specifici, come gocce emollienti che facilitano la fuoriuscita naturale. Ma ricordate: la rimozione del cerume è sempre un'operazione delicata. È sempre consigliabile affidarsi al proprio medico o a uno specialista.

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Quarta Tappa

L'Orecchio Interno (la Coclea)

Benvenuti a bordo!

Siete pronti per un viaggio incredibile? Oggi esploreremo insieme l'orecchio umano come non l'avete mai visto! Io sono Uditilia, la vostra guida di Cam WeCare. Nelle prime tappe siamo partiti dal condotto uditivo fino ad arrivare al timpano, per poi entrare nella cassa timpanica, dove ci troviamo proprio ora. Qui vi ho mostrato i segreti della catena ossiculare: martello, incudine e staffa. Se vi siete persi questi primi video, vi suggerisco di andarli a recuperare per non perdere il filo! Bene... oggi si cambia scenario. Siete pronti a esplorare un mondo subacqueo, misterioso e affascinante? Una vera e propria Atlantide: ci tufferemo nella coclea, il cuore e il cervello del nostro udito! Non c'è bisogno di saper nuotare, voi mettetevi comodi e seguitemi. Maschera posizionata, bombole pronte... allora, io mi tuffo! Spero mi sentiate bene: vi sto parlando attraverso un microfono a ultrasuoni! Eccoci arrivati nel cuore dell'orecchio interno. Come vi ho indicato in alto con la freccia, mi trovo dentro la chiocciola ossea, chiamata così proprio perché la sua forma assomiglia al guscio di una lumaca. Più precisamente, mi trovo sotto l'Organo del Corti, il vero e proprio recettore del nostro udito, composto da migliaia di cellule ciliate. Ma cosa sono e a cosa servono esattamente? Nonostante il nome, non sono peli come i capelli, ma vere e proprie cellule nervose altamente specializzate. Ne abbiamo un numero limitato e, una volta perse, non si rigenerano più! Il loro compito fondamentale è fare da traduttore. Il cervello, infatti, non comprende le onde sonore, che sono energia meccanica; comprende solo gli impulsi elettrici. Facciamo un piccolo riassunto: il suono entra nel condotto, fa vibrare il timpano e attiva la catena degli ossicini. La staffa spinge la finestra ovale e fa muovere i liquidi interni. A questo punto, le ciglia di queste cellule si piegano, trasformando il movimento in segnali elettrici da inviare al cervello tramite il nervo acustico. Ma attenzione! Le cellule ciliate sono estremamente delicate. Immaginate i loro ciuffi come i fili d'erba di un prato: se ci camminate sopra, l'erba si piega e poi si rialza. Ma se ci passa sopra un trattore, viene schiacciata e muore. I loro nemici principali sono: I rumori forti: un concerto rock a volume folle o ore di cuffie al massimo sono come quel trattore. Le ciglia si spezzano o la cellula muore per il troppo stress. Il rumore prolungato nel tempo: senza l'ausilio di dispositivi di protezione, l'esposizione continua in determinati contesti lavorativi può danneggiarle in modo irreversibile. L'invecchiamento, o presbiacusia: col passare degli anni, le cellule tendono a degradarsi naturalmente. I farmaci ototossici e i fattori genetici. E qui c'è il collegamento con l'acufene, quel fischio fastidioso che tutti abbiamo percepito almeno una volta. L'acufene è spesso il risultato di un danno a queste cellule. Quando stanno per morire, succede una di queste due cose: Il segnale fantasma: le ciglia rimangono piegate, come un interruttore della luce bloccato su acceso. Continuano a inviare impulsi al cervello anche nel silenzio assoluto, che lo interpreta come un fischio incessante. Il cervello alza il volume: se muore il gruppo di cellule dei suoni acuti, il cervello non riceve più segnali da quella zona. Sentendo quel vuoto, cerca di compensare e alza l'amplificazione interna, creando un rumore dal nulla. In breve, l'acufene non è l'orecchio che fabbrica un rumore, ma è il grido di protesta del cervello che non riceve più le informazioni corrette

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Quinta Tappa

La Scala Cocleare

Bentornati all'interno, esploratori dell'udito! ? Siete pronti per un viaggio incredibile? Oggi esploreremo insieme l'orecchio umano come non l'avete mai visto! Io sono Uditilia, la vostra guida di Cam WeCare. Se è la prima volta che incrociate i miei video, vi consiglio di andare a recuperare le tappe precedenti per non perdere il filo del nostro percorso! Guardatevi intorno... qui sotto c'è un universo meraviglioso, fatto di coralli e pesci colorati. Forse vi sembrerà strano, ma è proprio così che immagino il nostro corpo: come il mito di Atlantide! E oggi vi svelo un altro segreto davvero affascinante. Siete pronti? Seguitemi! Bene, siamo arrivati! Nel precedente video vi avevo spiegato che l'orecchio interno è una chiocciola ossea, chiamata così proprio perché la sua forma assomiglia molto al guscio di una lumaca. Inoltre, vi avevo parlato delle cellule ciliate, spiegandovi cosa sono e qual è il loro compito, e in ultimo dell'acufene come effetto di un danno delle stesse. Una cosa di cui non vi ho ancora parlato, è che le cellule ciliate sono distribuite lungo tutta la spirale e disposte in modo ultra ordinato, precisamente in base alle frequenze che devono tradurre. Alla base della chiocciola, troviamo le cellule ciliate che si occupano delle alte frequenze, cioè i suoni acuti. Man mano che risaliamo lungo i giri della chiocciola, incontriamo le frequenze medie, fino ad arrivare quassù, all'apice, dove sono seduta proprio ora, dove invece vengono elaborate le basse frequenze, cioè i suoni gravi. Per darvi un'idea concreta di quanto sia meraviglioso il nostro orecchio, vi dico semplicemente che la nostra chiocciola funziona esattamente come la tastiera di un pianoforte! Non è qualcosa di straordinario? Ma pensate che non sono solo i suoni a essere distribuiti a livello frequenziale, ma anche le lettere che compongono il nostro alfabeto! Ad esempio, la S e la F sono lettere che si collocano proprio sulle alte frequenze o acuti. Inoltre, anche la voce umana si colloca in punti diversi in base all'età e al sesso. La voce maschile si aggira tra gli 85 e i 180 Hertz, la voce femminile tra i 165 e i 255 Hertz, mentre la voce dei bambini si colloca tra i 250 e i 350 Hertz. Dovete sapere che le cellule che si danneggiano per prime sono quasi sempre quelle preposte all'amplificazione delle alte frequenze. Questo accade a causa di più fattori, a partire dalla loro posizione anatomica all'inizio della coclea: sono come soldati che sistematicamente combattono in prima linea contro i traumi acustici, i farmaci ototossici e il decadimento fisiologico, ovvero l'invecchiamento. Infatti, la maggior parte delle perdite uditive mostra una curva in caduta proprio sugli acuti. Nella vita di tutti i giorni, questo significa che se queste cellule sono state danneggiate o hanno avuto un decadimento fisiologico, alcuni suoni e alcune lettere dell'alfabeto non vengono più percepiti. Per questo motivo, chi ha una difficoltà uditiva spesso vi dirà: Sento, ma non capisco le parole!. Ovviamente, per qualsiasi necessità o dubbio, il consiglio fondamentale è sempre quello di rivolgersi al proprio medico o a uno specialista.

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Sesta Tappa

La Sindrome di Ménière

Benvenuti a bordo!

Siete pronti per un viaggio incredibile? Oggi esploreremo insieme l’orecchio umano come non l’avete mai visto! Io sono Uditilia, la vostra guida di Cam WeCare. Se vi siete persi le puntate precedenti del nostro viaggio, vi suggerisco di andarle a recuperare per non perdere il filo! Come potete vedere, mi trovo ancora seduta qui, all'apice della chiocciola ossea. E c'è una spiegazione. Dato che molti di voi mi hanno chiesto lumi sulla Sindrome di Ménière, sono rimasta volutamente qui perché le basse frequenze sono le prime a essere colpite. L'aumento di pressione del liquido nell'orecchio interno, nello specifico l'endolinfa, comprime infatti maggiormente la sommità della chiocciola. Oggi vi spiego come questa patologia dell'orecchio interno causi vertigini violente, acufeni e perdita d'udito. È una patologia che tocca da vicino sia l'udito che il nostro equilibrio. Sì, perché non tutti sanno che l'orecchio non serve solo a sentire, ma si occupa attivamente anche del nostro equilibrio! L'orecchio interno, infatti, è suddiviso in una parte anteriore deputata alla percezione dei suoni, la chiocciola ossea, dove ora mi trovo, e una parte posteriore, l’apparato vestibolare, deputata all’equilibrio. Ma cosa succede esattamente qui sotto, nella nostra Atlantide subacquea? Il meccanismo è legato a un eccesso di endolinfa, uno dei liquidi contenuti nell'orecchio interno. Questo liquido aumenta a dismisura e gonfia l'organo dell'udito e dell'equilibrio, esercitando una forte pressione che bombarda e stimola eccessivamente i nostri recettori. Quale sia il meccanismo principale che provoca esattamente questo accumulo di liquido endolinfatico non è ancora del tutto noto. Le cause possono essere, ad esempio, congenite, traumatiche, infettive e altre ancora. Nella Sindrome di Menièr si verifica questo accumulo eccessivo di endolinfa. Questo aumento di pressione schiaccia e bombarda le pareti della chiocciola, creando una specie di alluvione interna. E come vi avevo anticipato, le cellule ciliate che soffrono per prime sono quelle preposte all'amplificazione delle basse frequenze o toni gravi, perché sono proprio quelle posizionate all'apice! Ecco perché chi soffre di Ménière, all'inizio, perde la capacità di sentire bene i suoni gravi e avverte un forte ronzio profondo o una sensazione di orecchio ovattato e pieno d'acqua. Per capire se si tratta di vera e propria Sindrome di Ménière, gli specialisti cercano la presenza contemporanea di specifici sintomi tipici: La vertigine violenta. Non un semplice giramento di testa, ma la netta sensazione che tutto il mondo ti giri intorno, accompagnata da nausea e vomito. Queste crisi non durano pochi secondi, ma persistono da svariati minuti fino a intere ore, costringendo a letto chi ne soffre. Inoltre, si tiene conto che le crisi devono essere ricorrenti, ovvero più episodi ripetuti nel tempo e non un singolo evento isolato. La sordità. Che inizialmente è di tipo fluttuante, ossia peggiora durante la crisi ma tende a recuperare subito dopo. La pienezza auricolare. La fastidiosa sensazione di orecchio costantemente tappato o pieno d'acqua. L'acufene. La presenza costante di un fischio o di un rumore di fondo continuo. Ovviamente, per qualsiasi necessità o dubbio, il consiglio fondamentale è sempre quello di rivolgersi al proprio medico o a uno specialista.

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Grazie per avermi accompagnato in questo fantastico viaggio nell'orecchio!

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Continua a seguirci per la nostra prossima, incredibile avventura!
Un Saluto da Uditilia e Cam WeCare

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